Hortus Incomptus | un piccolo giardino spettinato
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Giardinaggio e no

Un bel libro di Umberto Pasti cerca di discriminare ciò che è giardino da ciò che giardino non è (Giardini e no). Anche col giardinaggio si può tentare un’analoga cernita. Sono sicuro, per esempio, che non è giardinaggio quello che fa un mio vicino, il quale ogni tre giorni s’incaponisce su un fazzolettino di prato verde (in realtà giallognolo) antistante casa sua che a malapena si lascia percorrere in un senso e nell’altro dalla falciatrice, che sarà a farla grande un quarto o quinto della lunghezza del lato. Passa e ripassa, passa e ripassa. Non deve restare filo d’erba a svettare sopra il pelo della superficie. Una volta riposto il macchinario infernale, si passa a rifinire i bordi decapitando a forbiciate qualsiasi fogliolina che osi tralignare oltre il suo. Di giardinaggio, qui, non c’è neppure l’ombra. C’è invece caparbia ostilità verso la natura, intesa come forza con cui si deve ingaggiare una lotta volta a rintuzzarne l’esuberanza, a rimetterla nei ranghi. Avere a tal punto in odio la natura è agli antipodi del giardinaggio. Che è – sì – intervento umano sulla natura, ma non rancoroso e guerrafondaio: al più, fermo o dirigista.

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