Hortus Incomptus | Narcisi ed ellebori
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Narcisi ed ellebori

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Il giardino è funestato da marciumi e asfissie, con questa pioggia petulante. Ci sono zone che non perlustro da novembre, ché non hanno mai fatto in tempo a sgrondare le acque soverchie. Anche là dove ci si può avventurare – i viottoli coperti di ghiaia, le aiuole raggiungibili dal bordo in cemento –, se si diserba a mano ci si ritrovano le dita impiastricciate di argilla, che forma come una pasta untuosa sotto e intorno alle unghie. Diverse infiorescenze sono sfigurate dalla muffa grigia; le bocche di leone e le violacciocche mi rivolgono moncherini acefali che fanno tanto gabinetto degli orrori vegetali. Anche le rosette basali di varie perenni sono fradicie e marce. D’improvviso, però, mi attira una macchia – spargola, a dire il vero – di allegri narcisi. Sono un po’ incongrui, quasi un ossimoro, in tutto questo grigiume. Sono di un giallo abbacinante, caldo, saturo. Mi sembrano un manipolo impavido di araldi che annunciano la primavera a dispetto di tutto. Hanno persino un che di sfrontato. Mi pare un buon segno: prima o poi la stagione virerà al bello.

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